SCHERZI D'AMORE
di Anton Čechov
due atti tratti dai due atti unici "L'orso" e "La domanda di matrimonio"
regia di Enzo Rapisarda




Cast:
Anna Rapisarda
Mario Cuccaro
Marco Vallarino
Staff
Scenografie e Costumi:
Laboratorio N.C.T. Verona
Direzione luci e audio:
Khristopher Ramos Villegas
Fotografie:
Michele Albrigo
Regia:
Enzo Rapisarda
Produzione e messa in scena:
Compagnia Teatrale Rapisarda
Scherzi d’amore è un adattamento tratto da due atti unici del grande autore russo:
L’ORSO
Protagonista è una vedova inconsolabile che ha giurato, dopo la morte del marito, di non uscire più di casa e di non frequentare più alcun uomo. La situazione si capovolge quando un ex ufficiale di artiglieria va dalla vedova a riscuotere delle cambiali. Il rifiuto di lei a pagare e la volontà di lui ad esigere quanto dovuto originano un dialogo concitato, che degenera in un duello fra la vedova e l'ex ufficiale con un imprevedibile esito finale. L'opera ci propone l'eterno tema dell'amore come passione immediata e incoercibile. I personaggi sono psicologicamente ben caratterizzati e la forza dei desideri e delle pulsioni dei due protagonisti è rappresentata scenicamente con una vividezza travolgente. Con Cechov, infatti, l'attore è consapevole che, fra le pieghe della sua recitazione, può scorrere tutta la contraddizione del teatro, tragedia e commedia ad un tempo. Egli può giocare, irridere, travestirsi in piena libertà.
LA DOMANDA DI MATRIMONIO
Fra ruggini antiche di buon vicinato, e comici squarci di vita campestre, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui i battibecchi si alternano a riappacificazioni preludendo a quello che sarà la futura vita matrimoniale. Un giovane si presenta in casa di un vecchio possidente terriero per chiedere in moglie la figlia, che a sua volta pensa che il giovane sia venuto per un contratto d’affari e scopre solo alla fine che si trattava di un contratto di matrimonio. Tutto il testo è basato su questo equivoco. Partendo da una piccola disputa sulla proprietà di un prato o da un diverbio sulle capacità dei propri cani, i due continueranno a scambiarsi invettive in un crescendo di battibecchi comici dallo scoppiettante finale. Anche in questo atto unico non ci troviamo di fronte a personalità di rilievo, ma a personaggi che annunciano e talvolta anticipano ridicole figure dai contorni borghesi, esseri puerili, prigionieri di sogni volgari, di ambizioni futili, capaci tutt’al più di piccole rivelazioni, svenimenti e capricciose pulsioni.